MAC di V. Meaglia, L. Mucci, G. Migliaccio, foto del modello

BE WILD! In comunicazione con il futuro

In Comunicazione con il Futuro. Il Nuovo Museo Storico della Comunicazione di Poste Italiane

In Comunicazione con il Futuro. Il Nuovo Museo Storico della Comunicazione
di Poste Italiane

Thesis Project with Fondazione Proposta
IED Design Roma A.A.2018/19
Interior Design Department
Advisor: Ph.D. Arch. Daniele Mancini
Co-advisor: Ph.D. Arch. Mattia Darò
Model Making: Marco Galofaro
Lighting Design: Adriano Caputo
Tecnology: Patrizia Polimeni
Comunication: Claudio Castaldo, Claudio Esposito

Come si allestisce un museo capace di esaltare l’immaginario sconfinato sprigionato dalla incredibile collezione del Museo Storico della Comunicazione dell’EUR? È possibile entusiasmarsi dei segreti cifrati della macchina Enigma, oppure soffrire per gli amori interrotti da una cartolina postale mai consegnata? E come appassionarsi della vicenda umana di Meucci o godere avidamente delle sorti di Marconi? Siamo inoltre in grado di attualizzare, per esempio, le pionieristiche sperimentazioni di Olivetti sulle interfacce dei computer, quando i computer erano ancora grandi come stanze, e proiettarle verso un futuro innovativo? La storia della comunicazione è la storia dell’uomo, delle guerre e delle passioni che l’hanno cagionate, dei segreti e delle bugie che hanno mosso i più profondi e intimi universi interiori, ma anche delle strategie per superare ostacoli e distanze e facilitare relazioni e condividere valori e progresso.

Be Wild! Attraverso un processo di accumulazione selvaggia ma anche di selezione raffinata, abbiamo dapprima costruito un arcipelago di riferimenti visuali e narrativi desunti dal mondo dell’arte, della comunicazione e dell’architettura per dare forma ad un punto di vista progettuale critico e originale come fosse una sorta di manifesto poetico ed espressivo. Imparare a progettare significa imparare a raccontare. Per imparare a raccontare bisogna imparare ad avere una poetica. Wild quindi è stato il libro-collezione che ciascun gruppo di studenti ha presentato nella prima parte del percorso di tesi: un vero e proprio manufatto creativo, rigorosamente materico, abitato non solo da schemi, diagrammi e dozzine di immagini scelte, ma anche di volumi e cavità che indisciplinatamente prefigurano spunti per evoluzioni spaziali successive.

Be Poetic! Il progettista quindi prefigura selvaggiamente e oltre il realismo [1] i rituali museali con narrazioni visuali, metafore spaziali, collage illusori, connotazioni grafiche e disegni rigorosi, geometrici, ma pur sempre evanescenti, definendo lo spazio dentro cui il visitatore si immagina possa agire poeticamente [2] . E l’allestimento diviene dunque il dispositivo che mette in scena l’immaginario, interpreta le possibili relazioni tra le cose, i visitatori, la città, e offre una chiave di lettura dei molteplici contenuti tematici. Le proposte di tesi hanno assunto inoltre le fattezze di scenografie urbane, ovvero di palinsesti comunicativi in grado di far dialogare il contenuto, con il contesto dell’EUR, macchine sceniche al contempo architettura e dispositivi allestitivi.

di Mattia Darò e Daniele Mancini

Leggi sullo IED Yearbook 2018/2019

In basic design we trust | in disobedience we teach | in solidarity we live

 

What
UNPACKED is an agile and fresh Office supporting a wide range of creative activities. Mainly is a common ground for speculations over cross-fertilizing projects involving diverse disciplines including art, architecture, urban planning, photography, design, business innovation, teaching, communication and more.

Mission
UNPACKED unveils the opportunities hidden into the folds of obvious and banal, through architectures, installations, exhibitions, performances, workshops, various experiments of communication and relational design, instant and spontaneous playgrounds, experments inbetween digital and analog.

Bio
The office based in Rome started in January 2005 thanks to the Young Entrepreneurs European funds “Sviluppo Italia” and is currently driven by Daniele Mancini and Irene Rinaldi, both architects and educators