Light City reviewed on Arch’It

La Light City evocata da Altarelli è una sorta di sontuosa tovaglia doppiamente light, cioè leggera, quasi trasparente e talvolta luminosa, che pervade la città esistente. È il luogo dove l’immutabilità della città storica viene messa a contatto con l’espressività dei linguaggi della contemporaneità ma è anche e soprattutto il punto di convergenza tra l’estetica sottrattiva della modernità (less is more) e quell’estetica della sparizione (Virilio) che sostanzia l’immaterialità degli attuali territori del digitale. La tesi di fondo del libro è che la città in allestimento, cioè quella investita dalle modificazioni instabili, ambigue, impermanenti degli allestimenti che più di ogni altro modificano con le loro incessanti sperimentazioni il paesaggio metropolitano, sia il più fertile terreno di confronto tra il Moderno e il Contemporaneo.

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What
UNPACKED is an agile and fresh Office supporting a wide range of creative activities. Mainly is a common ground for speculations over cross-fertilizing projects involving diverse disciplines including art, architecture, urban planning, photography, design, business innovation, teaching, communication and more.

Mission
UNPACKED unveils the opportunities hidden into the folds of obvious and banal, through architectures, installations, exhibitions, performances, workshops, various experiments of communication and relational design, instant and spontaneous playgrounds, experments inbetween digital and analog.

Bio
The office based in Rome started in January 2005 thanks to the Young Entrepreneurs European funds “Sviluppo Italia” and is currently driven by Daniele Mancini and Irene Rinaldi, both architects and educators