The Sky Inside the Room

Proposal for the Memorial Park in San Giuliano di Puglia

We’re very proud we got an honorable mention for this project because it was our proposal for the Memorial Park in San Giuliano di Puglia where a dramatic earthquake happened in 2002. Our investigation has avoided nostalgia for the tragic event focusing instead on the idea of a monument as an optimistic vision of life.

Have a look at our submission on issuu.com or just keep watching the gallery below

Here lies one whose name was writ in water

(on the grave of John Keats at Acatolic Cemetery in Rome)

Proposal for San Giuliano Memorial Park competition
credits: Daniele Mancini, Irene Rinaldi with Carla Gangale
prize: honorable mention


Conosciamo la storia. Rispettiamo il dolore.Ssiamo architetti e genitori. Se immunizzare il luogo per mantenere il ricordo vivo può aiutare ad espiare una colpa, che sia. Fermiamo allora il tempo, sacralizziamo il suolo, rendiamolo anche inaccessibile; come per stendere un telo sopra, per conservare, riparare, proteggere un ricordo.


Ma inaccessibile deve significare importante, graffiante, rivelatore e non diverso, temibile, lontano, gelido e sconosciuto. E allora quello che vogliamo è scoprire il luogo, e dovrà essere una scoperta che si perpetui con la stessa intensità di ieri ogni giorno ancora. Una ‘scoperta’ capace
di creare una tensione al solo avvicinamento e in tutti sia coinvolti sia semplici uomini.
Progettiamo lo ‘spazio del ricordo’ come si progettasse un’architettura tesa, sospesa, emozionale. Non si tratta di ricercare i tempi e le atmosfere di un cimitero, luogo di morte e di pianto, ma di riuscire e far trattenere il respiro verso il luogo del ricordo. La prima azione sarà quindi quella
di chiudere e schermare il cuore pulsante del parco e lo facciamo con un elemento semplice ed asplicito: un recinto. Un recinto che protegge il sentimento di assenza, un recinto che ricrea metaforicamente una porzione d’aria che è stata edificio. ed il parco sarà tutto proteso verso questo luogo, massima concentrazione di vita.

Come un monumento, un’epigrafe o un’opera artistica, questa volta sarà uno spazio il migliore mezzo di commemorazione. il suo piedistallo non è un giardino qualunque ma un suolo inerte, friabile, omogeneo, costellato di piccole isole di natura imprevedibili e colorate dove sostare e trovare sollievo insieme a puntuali alberi stagionali. Il contenuto del recinto non si fa vedere se non con un’azione cercata e intenzionale, varcando una soglia, salendo o affacciandosi a rare aperture; tutte diverse come diversi sono gli approcci degli uomini all’evento da ricordare. ma superata l’acuta sofferenza di rivivere il ‘luogo’, quello che dovrà emergere è la sorpresa del trovare un elemento di vita, di purezza e di rinnovo: l’acqua, che ricopre tutto lo spazio come un nuovo prezioso pavimento. basterà guardare per vedersi riflessi insieme al cielo della stanza.


Ed il morbido cielo è quello che meglio mantiene la promessa di vita ed è la speranza che da sempre consola la disperazione di una mancanza. Ma non basta. non è solo il ricordo di qualcuno che deve emergere… a riflettersi infatti saranno centinaia di nomi, rinchiusi nel recinto, traforati sulle pareti
interne e saremo noi, saremo tutti, insieme a loro, a quegl’ angeli che ci hanno condotto verso questo luogo del ricordo.

E quindi il nostro ‘spazio’ diventa il luogo della condivisione, della partecipazione della compagnia, affermando con quella riflessione che dietro a quell’accaduto ci siamo tutti, nel dolore, nella colpa, ma sopratutto nell’impegno. si condivide così per un attimo il sacrificio di qualcuno e la condivisione ci renderà disponibili all’apertura verso una crescita ed un futuro.

Solo uscendo da questo recinto, che ci si aspettava di sofferenza e solitudine, ci si accorge che il cielo è lo stesso, il cielo di quella stanza è ancora sopra a noi. Ma questa consapevolezza non dovrà essere estranea al paese, perchè il parco è il paese, e tutte le sue anime sono del parco. si alimenteranno di questa esperienza per andare oltre. perciò solo la realizzazione congiunta
del luogo della memoria e del nuovo paese porterà ad un futuro di quei luoghi. un futuro per tutte quelle persone che superata la notte si dovranno riappropriare di loro stessi.

In basic design we trust | in disobedience we teach | in solidarity we live

 

What
UNPACKED is an agile and fresh Office supporting a wide range of creative activities. Mainly is a common ground for speculations over cross-fertilizing projects involving diverse disciplines including art, architecture, urban planning, photography, design, business innovation, teaching, communication and more.

Mission
UNPACKED unveils the opportunities hidden into the folds of obvious and banal, through architectures, installations, exhibitions, performances, workshops, various experiments of communication and relational design, instant and spontaneous playgrounds, experments inbetween digital and analog.

Bio
The office based in Rome started in January 2005 thanks to the Young Entrepreneurs European funds “Sviluppo Italia” and is currently driven by Daniele Mancini and Irene Rinaldi, both architects and educators